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I siti Unesco di Puglia e Basilicata: Matera, Alberobello, Castel del Monte

Matera e i Sassi Patrimonio Mondiale Unesco

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La città sorge in un paesaggio caratteristico, con rocce a strapiombo su un profondo burrone, al di sotto del quale scorre il torrente Gravina. E' una città dalle molte facce, delle quali la più conosciuta è certamente quella dei Sassi, che l'Unesco ha riconosciuto come "patrimonio dell'umanità da tramandare alle generazioni future". I Sassi sono dominati dalla Cattedrale, monumento del periodo medioevale. I Sassi ospitano al loro interno il suggestivo museo della civiltà contadina. Intorno a Matera, nella Murgia materana, è situato il Parco delle Chiese rupestri. Molto belle sono anche la chiesa di S. Francesco d'Assisi, nella piazza omonima e la chiesa di San Domenico, in piazza Vittorio Veneto. Su una collinetta poco fuori dal centro storico si trova il Castello Tramontano. Poco distante si trova il Museo Archeologico Nazionale D. Ridola, ospitato nei locali dell'ex monastero di Santa Chiara. Il 2 luglio si celebra la festa della Madonna della Bruna, che risale al 1389. (fonte: APT di Basilicata)

  
 

I Trulli di Alberobello

alberobIl trullo è una caratteristica casa di contadini o di artigiani, realizzata con tecnica ardita e singolare a pianta centrale con muri a secco, senza malta, sui quali si innalza una cupola a forma di cono. I muri sono intonacati a latte di calce bianca; il cono, che è chiuso da un agile pinnacolo, è rivestito - sempre a secco - da filari concentrici e spioventi di lastre lisce di grigia pietra locale, dette chiancarelle. La zona dei trulli si estende su per i rilievi collinari della Murgia compresi fra le provincie di Bari, Brindisi e Taranto. Nel territorio si incontrano - svettanti dai dossi sul paesaggio dei Trulli - bianchi paesi ospitali dalla deliziosa architettura popolare ricchi di memorie storiche, di tradizioni e di attrattive naturali: Castellana Grotte, Conversano, Gioia del Colle, Locorotondo, Noci, Putignano, in provincia di Bari; Martina Franca in provincia di Taranto; Ceglie Messapico, Cisternino, Ostuni, Selva di Fasano, in provincia di Brindisi. Il più spettacolare fenomeno di concentrazione urbana del trullo è offerto da Alberobello. In questa cittadina, celebre in tutto il mondo esso forma interi rioni. Il favoloso rione Monti ne comprende, da solo, oltre 1 .000, disposti su pittoresche stradine a lastroni che si diramano su per un declivio. Tutto il paese conserva intatta la suggestione di una creazione della fantasia, una favola di pietra nella limpida luce dell'Oriente mediterraneo che fa di Alberobello un paesaggio unico ed iscritto nel 1996, nella lista UNESCO dei beni "Patrimonio dell'Umanità". (fonte: APT della Provincia di Bari)

Castel del Monte e Andria

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Il singolare maniero medievale denominato Castel del Monte sorge in cima ad un colle della Murgia pugliese, a 540 metri sul mare, a 18 chilometri dalla città di Andria. La costruzione, eseguita nella prima metà del 1200, fu voluta da Federico II di Svevia, imperatore dei Romani e re di Sicilia-Puglia, per farne magnifico poggio di riposo e di caccia. Nel castello murgese sono fusi in una mirabile unità diversi elementi architettonici: reminiscenze classiche, anticipazioni rinascimentali, dettagli romanici, gotici, arabi, cioè gli elementi stessi della vasta cultura del grande Svevo, educato in quella Palermo dove al suo tempo confluivano tre correnti di civiltà, la romana, l'araba, la normanna già permeata di gusti italici. Castel del Monte (la cui denominazione deriva dall'antica chiesa benedettina chiamata Santa Maria del Monte che esiste in quella zona) ha una densa e varia storia, che s'inserisce nella storia del regno di Napoli. Il castello, con la città di Andria fece parte del demanio regio con gli Svevi (1240-1266), con gli Angioini (1266-1443), con gli Aragonesi (1443-1503), che si succedettero sul trono di Napoli. Fu anche, con Andria infeudato ai Del Balzo (1348-1502), ai Cordova (1503-1552), ai Carafa (1552-1799). Da questi ultimi lo Stato italiano acquistò il castello murgese nel 1876, dichiarandolo monumento nazionale. (fonte: APT della Provincia di Bari)